(ASCA) – Roma, 13 ago – Una maxi-manovra da 45,5 miliardi nei prossimi due anni per accelerare il pareggio di bilancio al 2013. ”Il nostro cuore gronda sangue”. Lo dice un po’ a fatica, Silvio Berlusconi, consapevole di avere appena smontato uno dei capisaldi del suo credo politico.
Ovvero, ”non metteremo mai le mani nelle tasche degli italiani”, ‘must’ rilanciato decine, centinaia e centinai di volte nei comizi elettorali dell’ultimo ventennio.
Sa bene, il premier, che d’ora in avanti questa frase potra’ essere usata contro di lui. Ma tant’e', non ci sono alternative. Cosi’, durante la conferenza stampa con cui ufficializza le misure anti-crisi inserite nel decreto varato dal Cdm, insieme al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti – che ringrazia pubblicamente, anche per stoppare ancora una volta le continue voci sui loro screzi – prova ad indorare la pillola: ”Si tratta di un provvedimento equilibrato”, anche se ”il nostro cuore gronda sangue quando pensiamo che uno dei vanti di questo governo era quello di non aver mai messo le mani nelle tasche degli italiani, mi cito tra virgolette, ma la situazione mondiale e’ cambiata”. A rafforzare le parole del premier, il ministro dell’economia sottolinea che ”non c’erano alternative”.
Ma veniamo alle misure. La manovra aggiuntiva rispetto a quella di luglio prevede effetti per 20 miliardi nel 2012 e 25,5 miliardi l’anno successivo. Il deficit scendera’ all’1,4% l’anno prossimo per arrivare al pareggio nel 2013.
Accanto alle misure di correzione, il governo ha varato una serie di misure per imprimere una accelerazione alla crescita economica con interventi di liberalizzazione e privatizzazione oltre a misure sul mercato del lavoro spostando la contrattazione sempre piu’ a livello aziendale e territoriale.
L’articolazione della manovra si concentra soprattutto sui tagli alla spesa e in misura minore su nuove imposte. Sul fronte delle maggiori entrate i redditi sopra i 90 euro saranno chiamati a una addizionale Irpef del 5% sulla parte eccedente quella soglia che salira’ al 10% per i redditi superiori ai 150 mila euro l’anno. Il contributo di solidarieta’ riguardera’ anche i lavoratori autonomi seguendo quanto gia’ fatto per i dipendenti pubblici.
Salira’ al 20% la tassazione sulle rendite finanziarie con l’esclusione dei titoli di Stato. Nel decreto poi e’ previsto un intervento sulle accise e sui tabacchi.
Sul fronte dei tagli, il ministro dell’economia ha precisato che non saranno toccati sanita’, scuola e ricerca.
Tagli per 6 miliardi ai ministeri che potranno scendere a 5 se funziona la robin hood tax sul settore energetico ma senza incidere sulla bollette dei cittadini.
La manovra poi prevede tagli agli enti locali per un totale di 9 miliardi nel biennio di cui 6 miliardi l’anno prossimo spalmato per 1,7 miliardi sui comuni, 0,7 miliardi sulle province, 1,6 sulle regioni a statuto ordinario e 2 miliardi per quelle a statuto speciale.
Berlusconi aveva assicurato che ”aggrediremo i costi della politica”. Spariranno le province con meno di 300 mila abitanti ed i comuni con meno di mille residenti. Si tratta di 54 mila poltrone che scompariranno.
La manovra prevede poi una stretta sul fronte dell’evasione con la tracciabilita’ dei pagamenti che scende a 2.500 euro e la possibilita’ di cessazione dell’attivita’ per chi non emette scontrini o fatture.
Aboliti i ponti per festivita’ infrasettimanali e inoltre anticipo al 2011 della delega per la riforma di fisco e assistenza. Tremonti ha detto di attendersi risparmi l’anno prossimo per 4 miliardi ma se non venisse raggiunta la cifra scaterebbe la clausola di salvaguardia. Viene anticipato l’avvio del progressivo innalzamento a 65 anni del pensionamento delle donne nel settore privato e introdotti disincentivi per le pensioni di anzianita’.




