(ASCA) – Roma, 11 apr – Secondo alcune indiscrezioni, al Quirinale non piace l’eccesso di polemica tra Italia e Unione europea sul problema immigrati. Il presidente Giorgio Napolitano avrebbe espresso la sua posizione nel corso di una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Il capo dello Stato, da Budapest dove ha partecipato a un incontro di nove capi di Stato europei, fra i quali il tedesco Wulff, aveva auspicato ”una voce sola dell’Europa sull’immigrazione e una interpretazione unica e chiara del trattato di Schengen e delle norme europee sull’immigrazione”.
A far salire la tensione tra Roma e Bruxelles hanno provveduto le dichiarazioni critiche del premier Silvio Berlusconi fatte sabato nella sua seconda visita a Lampedusa: ”Se l’Europa non si mostra unita sulla vicenda immigrati, tanto vale tornare indietro ai singoli Stati”. A Bruxelles non sono piaciute neppure le dichiarazioni del leghista Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione legislativa, relative a un possibile ritiro del contingente militare italiano dal Libano come risposta al disimpegno europeo dall’emergenza immigrati in cui e’ coinvolta l’Italia: ”Per affrontare il problema immigrazione occorrono mezzi e risorse e proprio per reperirli proporro’, al prossimo Consiglio dei ministri, il ritiro delle nostre truppe dal Libano”.
La giornata di oggi e’ importante per verificare la posizione dell’Unione europea sull’emergenza migranti. In Lussemburgo si tiene infatti il Consiglio Interni dell’Unione che raggruppa gli omologhi ministri dell’Interno di ogni singolo paese. Per l’Italia, Roberto Maroni chiedera’ che la Commissione dell’Unione attivi la direttiva che prevede la protezione temporanea dei rifugiati. L’obiettivo del governo italiano e’ quello di attivare un programma di distribuzione dei rifugiati in tutti i paesi che si dichiarassero disponibili, anche se sul fronte europeo prevale finora il no all’accoglimento e il non riconoscimento del permesso di soggiorno provvisorio ai migranti tunisini nell’area dei paesi che hanno sottoscritto il trattato di Schengen sulla libera circolazione. Cecilia Malmstrom, commissaria europea per gli Affari interni, in una lettera inviata al ministro Maroni ha infatti ribadito che l’Unione non riconosce automaticamente il permesso di soggiorno concesso dall’Italia come salvacondotto per circolare nell’area Schengen: e’ piuttosto disponibile a stanziare nuovi fondi per aiutare il governo italiano a fronteggiare l’emergenza. Il fatto che il permesso temporaneo di soggiorno concesso dall’Italia non faccia scattare automaticamente la libera circolazione nell’area Schengen – hanno replicato fonti del Viminale – ”e’ cosa nota perche’ devono anche essere rispettate una serie di condizioni previste dal Trattato che per noi, in questo caso, sono rispettate”.
Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha intanto rivolto un invito all’Unione europea a comprendere che ”la questione immigrazione che abbiamo di fronte non e’ solo una questione economica ma soprattutto una questione politica”. Frattini ribadisce che l’impegno dell’Italia in Europa e’ quello di ”ricercare e realizzare la condivisione necessaria”. Ma – precisa il responsabile della Farnesina – ogni paese ha anche proprie leggi che applica e interpreta. La conclusione di Frattini a proposito della concessione del permesso di soggiorno provvisorio e’ polemica verso l’Unione europea: ”Nessuno puo’ pretendere di interpretare le nostre leggi secondo principi diversi”.
A Lampedusa gli immigrati arrivati nelle ultime ventiquattr’ore sono 1300, il che indica che il flusso quotidiano resta oltre il livello di guardia mentre oggi inizieranno i rimpatri, come prevede il decreto legge varato dal governo che concede il permesso di soggiorno provvisorio solo ai migranti giunti in Italia prima di una certa data. A proposito dei rimpatri, il premier Berlusconi aveva precisato nella sua visita a Lampedusa: ”Da lunedi’ cominceranno due voli regolari al giorno per il rientro in Tunisia. E’ sul fattore psicologico che noi contiamo soprattutto per fermare gli arrivi dal nord Africa. Immagino che quando in Tunisia si sara’ venuti a conoscenza dei rimpatri da Lampedusa, tutti coloro che hanno intenzione di venire qui si domanderanno se ne valga la pena”.




