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Approvato il decreto omnibus

(ASCA) – Roma, 24 mag – Trecentotredici si’, 291 no e 2 astenuti. E’ questo il responso dell’Aula di Montecitorio in merito al voto di fiducia posto dal governo sul decreto omnibus.

I presenti sono stati 606, due in piu’ dei votanti, mentre la maggioranza richiesta era di 303 voti.

(ASCA) – Roma, 24 mag – Iniziera’ alle 15,10 a Montecitorio la ”chiama” per la fiducia sul cosiddetto decreto omnibus che contiene vari provvedimenti in scadenza. Lo ha stabilito la Conferenza dei capigruppo che ha fissato alle 13,45 l’inizio delle dichiarazioni di voto da parte dei gruppi.

Entro le 10 di questa mattina e’ stato fissato il termine per presentare gli ordini del giorno. La maggioranza ha intanto negato l’assenso alla diretta tv sulle dichiarazioni di voto richiesta dal Pd. Dopo la doppia chiamata nominale e l’annuncio del risultato sulla fiducia, iniziera’ l’illustrazione degli ordini del giorno che si protrarra’ per tutto il pomeriggio. Seguiranno le operazioni di voto finale sul decreto che potrebbero avere qualche appendice anche domani.

E’ stato Elio Vito, ministro per i Rapporti con il Parlamento, a chiedere la fiducia. ”Considerati i tempi ristretti di scadenza del decreto – ha detto il ministro – a nome del governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull’articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto numero 34 del 2011, nel testo approvato dalle commissioni, identico a quello approvato dal Senato”. Il voto di fiducia avviene in un clima politico particolare, alla vigilia dei ballottaggi nelle elezioni amministrative di Milano e Napoli di domenica e lunedi’ prossimi. Da qui l’interesse per verificare i numeri di cui dispone il governo a Montecitorio.

Nei giorni scorsi la maggioranza e’ stata battuta piu’ volte in Aula alla Camera a causa di numerose assenze negli scranni del gruppo di Iniziativa responsabile che insiste nel chiedere una adeguata rappresentanza nella compagine di governo.

Il decreto omnibus, approvato in prima lettura dal Senato lo scorso 20 aprile e la cui scadenza e’ fissata per il 30 maggio, oltre alla rinuncia del governo a costruire le centrali nucleari, comprende tra l’altro uno stanziamento di 149 milioni per il Fondo unico per lo spettacolo (Fus), limiti nelle proprieta’ incrociate tra giornali e tv (viene prorogato al 31 dicembre 2012 il divieto di partecipare in imprese editrici di giornali quotidiani per societa’ televisive che svolgono la loro attivita’ in ambito nazionale), 80 milioni per la manutenzione e la conservazione dei beni culturali, 7 milioni per interventi a favore di enti e istituzioni culturali, la soppressione del contributo di un euro sui biglietti cinematografici stabilito nel decreto Milleproroghe, la possibilita’ per la Cassa depositi e prestiti di intervenire a sostegno di societa’ considerate strategiche. Alla copertura finanziaria delle misure previste dal decreto omnibus si provvedera’ con l’aumento delle accise sulla benzina. Per quanto riguarda in particolare il nucleare, nel testo approvato dal Senato e’ stato inserito un emendamento che ha riscritto l’articolo 5 del decreto approvato in Consiglio dei ministri a fine marzo sospendendo il programma del governo relativo alla costruzione delle centrali nucleari. L’esecutivo e’ andato oltre la moratoria di un anno gia’ prevista per il nucleare, fermando tutti i programmi sull’energia atomica e la costruzione di nuovi impianti. In pratica, l’emendamento all’articolo 5 abroga le norme che sono oggetto del referendum del 12 e 13 giugno.

Tocchera’ alla Cassazione esprimersi nei prossimi giorni sulla validita’ del quesito referendario dopo le decisioni assunte dal governo. Molto critiche le opposizione sulla scelta del governo di porre la fiducia. Pier Paolo Baretta (Pd) e Gianluca Galletti (Udc) ricordano che quella di oggi e’ la quarantesima fiducia chiesta dal governo in tre anni. Renato Cambursano e Federico Palomba, Idv, puntano l’indice contro il governo che con questo decreto vuole eludere il referendum sul nucleare e far fallire pure quelli sul legittimo impedimento e sull’acqua pubblica. ”Con la decisione di mettere la fiducia sul decreto omnibus, il governo le prova tutte per sfuggire al voto degli italiani nel referendum indetto per il 12 e 13 giugno”, dichiara anche Stella Bianchi, responsabile Ambiente del Pd.

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