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Contributo unificato: DPR 115/2002 sulle spese di giustizia aggiornato alla manovra finanziaria 2011

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Decreto Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n. 115
Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di
giustizia. (Testo A).

PARTE II
VOCI DI SPESA
TITOLO I
Contributo unificato nel processo civile, amministrativo e tributario

9. (L) Contributo unificato.
1. È dovuto il contributo unificato di iscrizione a ruolo, per ciascun grado di giudizio, nel processo
civile, compresa la procedura concorsuale e di volontaria giurisdizione, nel processo
amministrativo e nel processo tributario, secondo gli importi previsti dall’articolo 13 e salvo
quanto previsto dall’articolo 10.
1‐bis. Nei processi per controversie di previdenza ed assistenza obbligatorie, nonché per quelle
individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego le parti che sono titolari di un
reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione,
superiore a tre volte l’importo previsto dall’articolo 76, sono soggette, rispettivamente, al
contributo unificato di iscrizione a ruolo nella misura di cui all’articolo 13, comma 1, lettera a), e
comma 3, salvo che per i processi dinanzi alla Corte di cassazione in cui il contributo è dovuto
nella misura di cui all’articolo 13, comma 1.

10. (L) Esenzioni.
1. Non è soggetto al contributo unificato il processo già esente, secondo previsione legislativa e
senza limiti di competenza o di valore, dall’imposta di bollo o da ogni spesa, tassa o diritto di
qualsiasi specie e natura, nonché il processo di rettificazione di stato civile, il processo in materia
tavolare, il processo esecutivo per consegna e rilascio, (parole eliminate) il processo di cui
all’articolo 3, della legge 24 marzo 2001, n. 89.
2. Non è soggetto al contributo unificato il processo, anche esecutivo, di opposizione e cautelare,
in materia di assegni per il mantenimento della prole, e quello comunque riguardante la stessa.
3. Non sono soggetti al contributo unificato i processi di cui al libro IV, titolo II, capi II, III, IV e V,del codice di procedura civile.
4. (comma già abrogato a decorrere dal 1° gennaio 2010, con dal numero 1) della lettera b) del
comma 212 dell’art. 2, L. 23 dicembre 2009, n. 191.)
5. (comma già abrogato a decorrere dal 1° gennaio 2010, dal numero 1) della lettera b) del
comma 212 dell’art. 2, L. 23 dicembre 2009, n. 191.)
6. La ragione dell’esenzione deve risultare da apposita dichiarazione resa dalla parte nelle
conclusioni dell’atto introduttivo.
6‐bis. Nei procedimenti di cui all’ articolo 23 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive
modificazioni, gli atti del processo sono soggetti soltanto al pagamento del contributo unificato,
nonché delle spese forfetizzate secondo l’importo fissato all’articolo 30 del presente testo unico.
Nelle controversie di cui all’articolo unico della legge 2 aprile 1958, n. 319, e successive
modificazioni, e in quelle in cui si applica lo stesso articolo, è in ogni caso dovuto il contributo
unificato per i processi dinanzi alla Corte di cassazione (parole eliminate).

13. (L) Importi.
1. Il contributo unificato è dovuto nei seguenti importi:
a) euro 37 per i processi di valore fino a 1.100 euro, nonché per i processi per controversie di
previdenza e assistenza obbligatorie, salvo quanto previsto dall’articolo 9, comma 1 bis, per i
procedimenti di cui all’articolo 711 del codice di procedura civile, e per i procedimenti di cui
all’articolo 4, comma 16, della legge 1 dicembre 1970, n. 898;
b) euro 85 per i processi di valore superiore a euro 1.100 e fino a euro 5.200 e per i processi di
volontaria giurisdizione, nonché per i processi speciali di cui al libro IV, titolo II, capo I e capo VI,
del codice di procedura civile, e per i processi contenziosi di cui all’articolo 4 della legge 1
dicembre 1970, n. 898;
c) euro 206 per i processi di valore superiore a euro 5.200 e fino a euro 26.000 e per i processi
contenziosi di valore indeterminabile di competenza esclusiva del giudice di pace;
d) euro 450 per i processi di valore superiore a euro 26.000 e fino a euro 52.000 e per i processi
civili e amministrativi di valore indeterminabile;
e) euro 660 per i processi di valore superiore a euro 52.000 e fino a euro 260.000;
f) euro 1.056 per i processi di valore superiore a euro 260.000 e fino a euro 520.000;
g) euro 1.466 per i processi di valore superiore a euro 520.000.
2. Per i processi di esecuzione immobiliare il contributo dovuto è pari a euro 242. Per gli altri
processi esecutivi lo stesso importo è ridotto della metà. Per i processi esecutivi mobiliari di
valore inferiore a 2.500 euro il contributo dovuto è pari a euro 37. Per i processi di opposizione
agli atti esecutivi il contributo dovuto è pari a euro 146.
2‐bis. Fuori dei casi previsti dall’articolo 10, comma 6‐bis, per i processi dinanzi alla Corte di
cassazione, oltre al contributo unificato, è dovuto un importo pari all’imposta fissa di registrazione
dei provvedimenti giudiziari.
3. Il contributo è ridotto alla metà per i processi speciali previsti nel libro IV, titolo I, del codice di procedura civile, compreso il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo e di opposizione alla
sentenza dichiarativa di fallimento e per le controversie individuali di lavoro o concernenti
rapporti di pubblico impiego, salvo quanto previsto dall’articolo 9, comma 1 bis. Ai fini del
contributo dovuto, il valore dei processi di sfratto per morosità si determina in base all’importo dei
canoni non corrisposti alla data di notifica dell’atto di citazione per la convalida e quello dei
processi di finita locazione si determina in base all’ammontare del canone per ogni anno.
3‐bis Ove il difensore non indichi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata e il proprio
numero di fax ai sensi degli articoli 125, primo comma, del codice di procedura civile e 16,
comma 1‐bis, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, ovvero qualora la parte ometta di
indicare il codice fiscale nell’atto introduttivo del giudizio o, per il processo tributario, nel ricorso
il contributo unificato è aumentato della metà.
4. (comma abrogato a decorrere dal 1° gennaio 2010, dal numero 3) della lettera c) del comma
212 dell’art. 2, L. 23 dicembre 2009, n. 191.)
5. Per la procedura fallimentare, che è la procedura dalla sentenza dichiarativa di fallimento alla
chiusura, il contributo dovuto è pari a euro 740.
6. Se manca la dichiarazione di cui all’articolo 14, il processo si presume del valore indicato al
comma 1, lettera g).
6‐bis. Il contributo unificato per i ricorsi proposti davanti ai Tribunali amministrativi regionali e
al Consiglio di Stato è dovuto nei seguenti importi:
a) per i ricorsi previsti dagli articoli 116 e 117 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, per
quelli aventi ad oggetto il diritto di cittadinanza, di residenza, di soggiorno e di ingresso nel
territorio dello Stato e per i ricorsi di esecuzione nella sentenza o di ottemperanza del giudicato
il contributo dovuto è di euro 300. Non è dovuto alcun contributo per i ricorsi previsti
dall’articolo 25 della citata legge n. 241 del 1990 avverso il diniego di accesso alle informazioni di
cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, di attuazione della direttiva 2003/4/CE
sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale;
b) per le controversie concernenti rapporti di pubblico impiego, si applica il comma 3;
c) per i ricorsi cui si applica il rito abbreviato comune a determinate materie previsto dal Libro
IV, Titolo V, del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, nonché da altre disposizioni che
richiamino il citato rito, il contributo dovuto è di euro 1.500;
d) per i ricorsi di cui all’articolo 119, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 2 luglio
2010, n. 104, il contributo dovuto è di euro 4.000;
e) in tutti gli altri casi non previsti dalle lettere precedenti e per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nei casi ammessi dalla normativa vigente, il contributo dovuto è di euro 600.
I predetti importi sono aumentati della metà ove il difensore non indichi il proprio indirizzo di
posta elettronica certificata e il proprio recapito fax, ai sensi dell’articolo 136 del codice del
processo amministrativo di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.
Ai fini del presente comma, per ricorsi si intendono quello principale, quello incidentale e i
motivi aggiunti che introducono domande nuove.
6‐ ter. Il maggior gettito derivante dall’applicazione delle disposizioni di cui al comma 6‐ bis è
versato al bilancio dello Stato, per essere riassegnato allo stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze, per le spese riguardanti il funzionamento del Consiglio di Stato e dei
Tribunali amministrativi regionali.
6‐quater. Per i ricorsi principale ed incidentale proposti avanti le Commissioni tributarie
provinciali e regionali è dovuto il contributo unificato nei seguenti importi:
a) euro 30 per controversie di valore fino a euro 2.582,28;
b) euro 60 per controversie di valore superiore a euro 2.582,28 e fino a euro 5.000;
c) euro 120 per controversie di valore superiore a euro 5.000 e fino a euro 25.000;
d) euro 250 per controversie di valore superiore a euro 25.000 e fino a euro 75.000;
e) euro 500 per controversie di valore superiore a euro 75.000 e fino a euro 200.000;
f) euro 1.500 per controversie di valore superiore a euro 200.000.

14. (L) Obbligo di pagamento.
1. La parte che per prima si costituisce in giudizio, che deposita il ricorso introduttivo, ovvero che,
nei processi esecutivi di espropriazione forzata, fa istanza per l’assegnazione o la vendita dei beni
pignorati, è tenuta al pagamento contestuale del contributo unificato.
2. Il valore dei processi, determinato ai sensi del codice di procedura civile, senza tener conto degli
interessi, deve risultare da apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni dell’atto
introduttivo, anche nell’ipotesi di prenotazione a debito.
3. La parte che modifica la domanda o propone domanda riconvenzionale o formula chiamata in
causa o svolge intervento autonomo, cui consegue l’aumento del valore della causa, è tenuta a
farne espressa dichiarazione e a procedere al contestuale pagamento integrativo.
3‐bis. Nei processi tributari, il valore della lite, determinato ai sensi del comma 5 dell’articolo 12
del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e successive modificazioni, deve risultare da
apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni del ricorso, anche nell’ipotesi di
prenotazione a debito.

18. (L) Non applicabilità dell’imposta di bollo nel processo penale e nei processi in cui è dovuto il
contributo unificato.
1. Agli atti e provvedimenti del processo penale non si applica l’imposta di bollo. L’imposta di bollo
non si applica altresì agli atti e provvedimenti del processo civile, compresa la procedura
concorsuale e di volontaria giurisdizione, del processo amministrativo e nel processo tributario,
soggetti al contributo unificato. L’imposta di bollo non si applica, inoltre, alle copie autentiche,
comprese quelle esecutive, degli atti e dei provvedimenti, purché richieste dalle parti processuali.
Atti e provvedimenti del processo sono tutti gli atti processuali, inclusi quelli antecedenti,
necessari o funzionali.
2. La disciplina sull’imposta di bollo è invariata per le istanze e domande sotto qualsiasi forma
presentate da terzi, nonché per gli atti non giurisdizionali compiuti dagli uffici, compreso il rilascio di certificati, sempre che non siano atti antecedenti, necessari o funzionali ai processi di cui al comma 1.

131. (L) Effetti dell’ammissione al patrocinio.
1. Per effetto dell’ammissione al patrocinio e relativamente alle spese a carico della parte
ammessa, alcune sono prenotate a debito, altre sono anticipate dall’erario.
2. Sono spese prenotate a debito:
a) il contributo unificato nel processo civile, amministrativo e nel processo tributario;
b) l’imposta di bollo, ai sensi dell’articolo 17, decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972, n. 642, nel processo contabile e tributario (parole soppresse);
c) le spese forfettizzate per le notificazioni a richiesta d’ufficio nel processo civile;
d) l’imposta di registro ai sensi dell’articolo 59, comma 1, lettere a) e b), decreto del Presidente
della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, nel processo civile e amministrativo;
e) l’imposta ipotecaria e catastale ai sensi dell’articolo 16, comma 1, lettera e), decreto legislativo
31 ottobre 1990, n. 347;
f) i diritti di copia.
3. Gli onorari dovuti al consulente tecnico di parte e all’ausiliario del magistrato, sono prenotati a
debito, a domanda, anche nel caso di transazione della lite, se non è possibile la ripetizione dalla
parte a carico della quale sono poste le spese processuali, o dalla stessa parte ammessa, per
vittoria della causa o per revoca dell’ammissione. Lo stesso trattamento si applica agli onorari di
notaio per lo svolgimento di funzioni ad essi demandate dal magistrato nei casi previsti dalla legge
e all’indennità di custodia del bene sottoposto a sequestro.
4. Sono spese anticipate dall’erario:
a) gli onorari e le spese dovuti al difensore;
b) le indennità e le spese di viaggio spettanti ai magistrati, agli appartenenti agli uffici e agli ufficiali
giudiziari per le trasferte relative al compimento di atti del processo fuori dalla sede in cui si
svolge, nel processo civile;
c) le indennità e le spese di viaggio spettanti a testimoni, a notai, a consulenti tecnici di parte e
ausiliari del magistrato, nonché le spese sostenute per l’adempimento dell’incarico da parte di
questi ultimi;
d) le spese per gli strumenti di pubblicità legale dei provvedimenti del magistrato nel processo civile;
e) le spese per il compimento dell’opera non eseguita o per la distruzione di quella compiuta nel
processo civile;
f) le spese per le notificazioni a richiesta d’ufficio.
5. Sono prenotati a debito o anticipati ai sensi dell’articolo 33, i diritti e le indennità di trasferta o lespese di spedizione degli ufficiali giudiziari per le notificazioni e gli atti di esecuzione a richiesta di parte.

158. (L) Spese nel processo in cui è parte l’amministrazione pubblica ammessa alla prenotazione a
debito e recupero delle stesse.
1. Nel processo in cui è parte l’amministrazione pubblica, sono prenotati a debito, se a carico
dell’amministrazione:
a) il contributo unificato nel processo civile, amministrativo e nel processo tributario;
b) l’imposta di bollo nel processo contabile e tributario (parole soppresse);
c) l’imposta di registro ai sensi dell’articolo 59, comma 1, lettere a) e b), del decreto del Presidente
della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, nel processo civile e amministrativo;
d) l’imposta ipotecaria e catastale ai sensi dell’articolo 16, comma 1, lettera e), del decreto
legislativo 31 ottobre 1990, n. 347;
e) le spese forfettizzate per le notificazioni a richiesta d’ufficio nel processo civile.
2. Sono anticipate dall’erario le indennità di trasferta o le spese di spedizione degli ufficiali
giudiziari per le notificazioni e gli atti di esecuzione a richiesta dell’amministrazione.
3. Le spese prenotate a debito e anticipate dall’erario sono recuperate dall’amministrazione,
insieme alle altre spese anticipate, in caso di condanna dell’altra parte alla rifusione delle spese in
proprio favore.

PARTE VI
Pagamento
(…)
TITOLO III
Pagamento delle spese a carico dei privati
Capo I ‐ Pagamento del contributo unificato nel processo civile, amministrativo e tributario

260. (R) Imposta di bollo. (articolo abrogato)
1. Restano invariate le disposizioni sull’imposta di bollo relative al processo tributario.

Le modifiche alle disposizioni in materia di contributo unificato sopra riportate si applicano alle controversie instaurate, nonché ai ricorsi notificati ai sensi del decreto legislativo 31 dicembre
1992, n. 546, successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

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Avvocato libero professionista, classe 71, compie gli studi universitari a Bologna, si specializza a Roma, lavora in tutta Italia.

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